Il nostro viaggio alla scoperta dei vini liguri comincia nel Ponente, al confine con la Francia, dove si trova una delle denominazioni più prestigiose e identitarie della regione: il Rossese di Dolceacqua DOC. Questo vino rappresenta il vitigno a bacca nera più importante della Liguria e viene spesso accostato al Nebbiolo per la sua struttura elegante, la trasparenza cromatica e il basso contenuto di sostanze coloranti che gli conferiscono un profilo visivo delicato ma profondo. Il Rossese di Dolceacqua è stato il primo vino ligure a ottenere la Denominazione di Origine Controllata e vanta una storia affascinante: già nel Rinascimento era apprezzato da personalità come l’ammiraglio Andrea Doria e, in epoca napoleonica, conquistò il palato di Napoleone Bonaparte grazie alla sua piacevole aromaticità e alla sua sorprendente versatilità gastronomica.
La zona produttiva della denominazione si sviluppa su quattordici comuni distribuiti lungo la Val Nervia e la Valle Crosia, in un territorio pedemontano che si articola tra i trecento e i seicento metri sul livello del mare. Qui la viticoltura assume tratti eroici: i vigneti sono piantati su terrazzamenti stretti e ripidi, sorretti da muretti a secco e costantemente esposti alle brezze marine, mentre le escursioni termiche delle montagne retrostanti favoriscono lo sviluppo di profumi intensi e un’ottima freschezza. Questo microclima unico esalta le note floreali, speziate e mediterranee, regalando al Rossese di Dolceacqua un carattere aristocratico e territoriale.
Un elemento chiave di questa denominazione moderna è l’introduzione delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA): micro-aree storicamente riconosciute, indicate in etichetta, che permettono di identificare con precisione l’origine del vino e le sfumature del singolo vigneto. Proprio come accade per i cru francesi o per le sottozone piemontesi, le MGA valorizzano esposizione, altitudine, ventosità, composizione dei suoli e influssi del mare. Tra le MGA più note troviamo San Biagio, Luvaira, Arcagna, Posaù, Curli e Beragna, ognuna capace di esprimere profili aromatici differenti: chi più speziati e austeri, chi più floreali e distesi, chi più fruttati e vellutati. Le MGA rappresentano oggi uno degli strumenti più importanti per raccontare la complessità di Dolceacqua, dando voce alle sue vallate e ai suoi terrazzamenti secolari.
Nel cuore di questo paesaggio vitato opera la Tenuta Anfosso, cantina storica e simbolo della tradizione locale. Oltre a produrre interpretazioni complesse e vellutate del Rossese di Dolceacqua, la tenuta custodisce un patrimonio viticolo prezioso: il rarissimo Rossese Bianco, un vitigno autoctono quasi scomparso che oggi sopravvive grazie alla passione e alla tenacia di pochi produttori. La produzione è limitatissima e per questo molto ricercata dagli appassionati che desiderano scoprire sfumature enologiche poco conosciute della Liguria.
A contribuire al prestigio della denominazione troviamo anche la cantina Du Nemu, che lavora su microparcelle storiche conservando l’anima più autentica del Rossese. Le vigne vengono coltivate con estrema attenzione alla biodiversità, privilegiando interventi minimali e una lettura artigianale del territorio. I vini di Du Nemu esprimono con finezza le peculiarità delle singole esposizioni, regalando al calice una straordinaria definizione aromatica e una trama tannica setosa, perfetta per evolvere nel tempo.
Tra i produttori di riferimento del Ponente ligure merita attenzione anche Ka’ Manciné, cantina conosciuta per la precisione stilistica e per la capacità di esaltare il lato più floreale e speziato del Rossese di Dolceacqua. Le parcelle situate a ovest della denominazione donano ai vini una struttura delicata ma persistente, con profumi che richiamano la viola, la rosa selvatica, la macchia mediterranea e le erbe aromatiche. Ka’ Manciné interpreta il Rossese con una mano moderna, valorizzando pulizia aromatica, bevibilità e profondità di sorso.
Il Rossese di Dolceacqua continua a distinguersi per la sua eleganza, la complessità aromatica e la capacità di raccontare il territorio con autenticità. In abbinamento gastronomico trova compagni ideali nella cucina tradizionale ligure, come il coniglio alla ligure, le olive taggiasche, le erbette spontanee e i formaggi locali a media stagionatura. La sua struttura agile ma persistente lo rende perfetto anche per accompagnare piatti mediterranei, carni bianche e pietanze speziate. Se cerchi un vino ligure iconico, capace di trasmettere storia, identità e territorio in ogni sorso, il Rossese di Dolceacqua è la porta d’accesso a un mondo di viticoltura eroica, di tradizione contadina e di artigianalità contemporanea, rappresentato con passione da cantine come Tenuta Anfosso, Du Nemu e Ka’ Manciné, e oggi valorizzato ulteriormente dal sistema delle Menzioni Geografiche Aggiuntive, che rendono questa denominazione una delle più moderne, trasparenti e territoriali d’Italia.